giovedì 19 maggio 2011

Drawn From Memories

'Pete and the Guy show' era la performance principale della serata, uno spettacolo interesante e divertente. Pete è lui, il ragazzo dai capelli sugli occhi e dalla chitarra piena di scritte in cui mie ero persa appena entrata al Purple onion. Guy era il suo amico, un personaggio bizzarro. La barba lunga e gli occhiali tondi alla John Lennon facevano in modo che dimostrasse più anni di quelli che aveva. Molto tempo dopo ho scoperto che aveva solo un anno più di me, ma a vederlo così dimostrava almeno 40 anni, non sto scherzando. Il loro spettacolo era interessante e sicuramente fuori dalle righe: Guy era un carismatico storyteller. Credo che al mondo ci siano poche persona capaci di incantare la folla solo con la forza delle parole: La stessa storia raccontata da me sarebbe noiosa e senza senso, ma dalla sua bocca usciva in un modo che non potevi fare altro che ascoltarlo e ridere. Il suo umorismo, astuto, sottile e mai volgare, colpiva l'ascoltatore inteligente. Un misto di sarcasmo, fantasia e malinconia. Non ricordo nessuna delle storie che aveva raccontato quella sera, ma ho ben impressa nella memoria le sensazioni che ho provato e l'altrmosfera che riuscivano a creare tra la folla. Un personaggio assolutamente fuori dalle righe.
Pete lo accompagnava con la chitarra, stava suduto, quasi in secondo piano, sovrastato dalla potenza umoristica di Guy. Poi è arrivato suo turno, Guy ha lasciato il parco, lasciandolo libero per quel ragazzone alto, pallido dalla voce calda e dal marcato accento British.
Sono passati molti anni da quel momento, ma ancora nella mia mente è vivido il ricordo e le sensazioni che quella voce mi ha trasmesso. Guardavo il palco incantata e mi sembrava quasi che quando i suoi occhi non erano chiusi, guardasse solo me. Sapevo che qualcosa di magico stava per cominciare





Listening:
Drawn from memories - Embrace
The last day on earth - Pete Duggan

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