Finiamo il nostro giro per The Haight che sono le 5 passate, la nostra giornata a spasso per queste meravigliose vie è passata velocissima e ci dobbiamo assolutamente preparare per il concerto di stasera. Sono riuscita a far comprare a Jess un vestito nero, appena sopra il ginocchio, abbastanza elegante. Lei ha accettato di indossarlo solo a patto di poterci aggiungere qualcosa di colorato, un fiore, una rosa e solo se io, che invece vesto sempre di scuro, avessi indossato qualcosa di verametne shocking'. Io l'avrei fatto, avrei indossato un capo di sua scelta, ma solo con la mia gonna lunga nera. Prima del concerto mi deve anche tagliare i capelli. Voglio essere una nuova persona, posso essere la persona che voglio! è il mio viaggio e la mia grande estate!
A casa incontriamo Jessica, la coinquilina di Jess e ci iniziamo a rpeparare tutte e tre insieme, cantando a squarciagola 'You sexy motherfucker' di Prince e 'Soft' dei Kings of Leon. Siamo pronte, bellissime, giovani e pronte per la serata che ci aspetta. Dividiamo 2 burriti in tre prima di arrivare a Little Italy, dove si trova il Purple Onion. La Columbus Avenue in quel tratto è inspiegabilmente buia e l'insegna del locale quasi invisibile. Jess però riconosce subito Jeremy, il suo chitarrista, che ci indica l'entrata del locale. Jeremy viene dall'Oregon e faccio non poca fatica a capire cosa dice, è curioso e mi chiede un sacco di cose, ma io riesco a capire poco più della metà dei suoi discorsi. Il suo obiettivo è farmi cambiare pronuncia, perchè a suo avviso è troppo british. Ridiamo e scherziamo mentre scendiamo le ripidissime scale del Purple Onion. Finalmente siamo arrivati, il locale è ancora mezzo vuoto, solo i tecnici del suono si avvicendano sul palco per fare i sound check alle band che suonerannno. Mentre mi guardo intorno per ammirare questo bellissimo locale, piccolo ma caldo, con i tavoli e le sedie in legno, Jeremy ordina da bere per tutti.
Io fisso il palco, abbastanza grande e decorato da grande cartellone con scritto 'The Purple Onion' in viola, su uno sfondo rosso acceso, che sembra li da sempre. Ricordo tutto così bene, perchè mentre stavo per andare a sedermi al nostro tavolo, il mio sguardo si ferma sul chitarrista che stava facendo il sound check in quel momento. Un ragazzo alto, di cui non riuscivo a scrogere inteametne il viso, perchè i capelli lo coprivano per metà. Indossava dei jeans neri, una camicia dal colore abbastanza indefinito e un'imporbabile giacca di velluto marrone. Era seduto su uno di quei sgabelli alti, abbracciato alla sua chitarra, piena di scritte, ricordi credo, che non riuscivo a decifrare da quella distanza. Sorseggiva una pinta di birra da due labbra fini e rosse e, mentre accennava qualche nota dalla sua chitarra, parlava e rideva con un altro ragazzo, forse l'altro membro della band. Forse... in realtà non so niente di cosa sia successo in quel momento. Per qualche secondo le luci si sono spente intorno a noi e tutto si è fermato. Non ero più a San Francisco, non ero al Purple Onion... Eravamo io e lui in una stanza buia e solo le nostre figure erano illuminate.
'Elena come over here, we have one of the front table'
La voce squillante di Jes mi riporta alla realtà, stingo la mia pinta ghiacciata e raggiungo gli amici al tavolo. Sono scossa, rido con loro ma non riesco a togliere gli occhi da quel ragazzo.
'Who is that guy?' chiedo sottovoce a Jess
appoggia la birra sul tavolo e sorridendomi mi dice'Oh, that's the Pete ana Guy show, there are playing before my show. The guy on tte left is Pete, the guitarist'
'I see' dico cercando di non guardarlo troppo a lungo. Credo si stia accorgendo di qualcosa. Era un sorriso o cosa quello? Ferma ELena, ferma. Sei qui per JEss, con i tuoi amici e..
'By the way, he's british'
Il sorso di birra mi si ferma in gola e inizio a tossire a più non posso. Sento l'amaro della birra sulla lingua e sul palato e i miei occhi lacrimare.
Jeremy mi porge subito un bicciere d'acqua.
'What's up'?
'It's ok guys, dont worry, Im ok'
Ma il pub è mezzo vuoto e tutti mi stanno guardando come se mi stessi per sentire male.
'You know, when someone start to cought like that, it means that someone else is cursing you'
Dico per sdramamtizzare
'You, superstitious italian dudes'
Allarme rientrato, figuraccia sventata, ma Jess ha capito e adesso mi guarda maliziosa.