mercoledì 9 marzo 2011

Paddington Station II

Il binario 9 si sta lentamente svuotando e del mio inglese neanche l'ombra. Vedo qualche figura che si avvicina da lontano, ma sono dei tipi in giacca, cravatta e ventiquattr'ore, non può essere lui. Non posso aver sbagliato treno, ho controllato circa 15 volte il binario sul pannello. Non può essermi sfuggito, perché ho fatto lo screening a tutti i ragazzi che mi sembravano anche solo vagamente somiglianti.
Sento che mi sta per mancare il fiato, come al solito penso subito al peggio e sento quel sentimento di delusione misto a disperazione che parte dalle stomaco per dilagare come un fiume in piena, verso le gambe rendendole insensibile a ogni stimolo, verso la testa rendendola incapace di pensare in modo logico e razionale. Mi guardo intorno, ma non vedo niente. Guardo fissa il treno, per controllare che sia veramente quello giusto.
Il cellulare mi riporta alla realtà. Lo cerco affannosamente dentro la borsa, lo afferro e rispondo urlando "Pronto!"
"Hello Elena it's Peter, where are you?"
"Oh well hi, me? Oh me, I am on platform 9, I was waiting here"
"I'm in front of platform 9 to, near by Marks 'n' Spencer corner"
"Og great, stay there I'm coming"
Sento la tensione uscire dal mio corpo all'improvviso, il fuoco calmarsi, la mente tornare lucida e il cuore acquistare nuovamente il suo battito regolare.
Alzo la testa, mi dirigo verso il corner e lui è li proprio davanti a me. Avrei voluto fissare quell'attimo e lasciarlo li, godermelo tutto fino in fondo.
Se ne stava in piedi, alto con i suoi capelli indie spettinati e le guance arrossate esattamente come quando l'ho conosciuto. Un vecchio zaino sulle spalle, la custodia della sua chitarra appoggiata a terra, e in mano un mazzolino di rose.
Paddington station in quel momento è diventato il luogo più bello della terra, il posto dove tutto può succedere, dove le persone lontane miles away finalmente si incontrano e senza troppi indugi, si avvicinano, si sorridano e si baciano, sulle labbra, perché in fondo era quello che aspettavano da troppo tempo.

Listening:
Bowin' in the wind - Bob Dylan

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