sabato 5 marzo 2011

Paleness

Non credo di aver mai visto un corpo maschile così pallido. Si ok, ne ho visti in abbondanza nei film, nei video dei miei gruppi musicali, su NME, ma dal vero fa tutto un altro effetto. Pete ha la pelle bianca, ma veramente bianca e nel suo petto non c’è un pelo che sia uno. 
Distesi sul letto, metto il mio braccio accanto al suo e sorrido nel vedere come la mia pelle leggermente olivastra contrasta cola sua bianca e glabra. Guardo il suo corpo: è molto alto, grandi mani e grandi piedi, infonde sicurezza. Il viso è ovale, pieno, ma gli elementi non si fondono bene tra loro: gli occhi neri e piccoli, forse troppo piccoli per un viso così esteso e per un naso che definirei importante. La bocca fine e rossa, incredibilmente rossa, forse la parte migliore. I capelli. Parliamo dei capelli perché sono la prima cosa che avevo notato quella sera al Purple Onion club. Classico taglio indie spettinato, un ciuffo un po’ più lungo che cade spesso davanti al viso e che lui con gesto naturale si sposta indietro, per tornare puntualmente davanti.
Con quel semplice gesto mi aveva letteralmente conquistata.
Descritto così non sembra un gran chè, ma vi assicuro che in quel momento della mia vita era l’uomo più bello della terra, il ragazzo dei miei sogni. Un inglese, un vero inglese british, pallido, e soprattutto musicista! Con pete sono arrivata al massimo della mia capacità accalappiatrice, per due semplici motivi:
Pete è un musicista: Dio solo lo sa quanto appeal ha questa categoria! Più degli attori e più dei calciatori, la concorrenza in questa categoria è agguerrita. I musicisti, brutti, belli alti o bassi, famosi o sconosciuti, beccano sempre. Forse perché ci sono ragazze che girano sempre intorno, oppure perché sul palco ognuno vive quei sui 15 minuti di celebrità che rendono tutti più belli.
Pete è inglese: conquistare un musicista è niente in confronto che fare colpo su un very british 100%, sopratutto per noi italiane. Le nostre mamme ci hanno insegnato che devono essere gli uomini a fre sempre il primo passo, e le nostre tecniche epr farci notare sono del tutto inutili:   Sguardi maliziosi? Nada perché loro non ti vedono e se lo fanno è solo dopo la terza o quarta pinta. Mi offri una sigaretta? Pazzia! In Inghilterra un pacchetto da 10 di Marlboro Gold costa 5 sterline. Farsi offrire da bere? È sottointeso però che il secondo giro lo paghi tu. Noi italiane siamo viziate e troppo abituate addirittura a fuggire agli uomini, che a volte sono un po’ troppo insistenti. Gli inglesi no, non filtrano, non ti vedono, non ti parlano. Finchè sono sobri non c’è niente da fare, poi tutta cambia, ma questa è un'altra storia.
Pensavo a tutto questo e ad altro ancora, questo mentre guardavo adorante il mio ragazzo musicista inglese. Si è alzato dal letto e si è seduto sul divanetto, della mia camera in affitto a Landbroke Grove, nella zona ovest di londra. Mentre mi vesto, tiene in mano la mia guida sulla Grand Bretagna in italiano. Non conosce minimamente la mia lingua, ma gli inglesi, si sa, devono sempre leggere qualcosa. Abbiamo appena fatto l'amore per la prima volta e io sono ancora un po’ scossa. Lui, tornato dal bagno con i capelli ancora bagnati e con indosso soli i boxer e la t-shirt, mi sorride, si siede sul divanetto incrociando le gambe bianche e inizia a sfogliare la mia guida Lonely Planet.
Come posso non adorarlo?

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