sabato 16 luglio 2011

TransAmerica

Anche se non ero mai passata per il Financial District, sapevo abbastanza bene come raggiungerlo.
Il 'Financial Distict' è una zona molto limitata, schiacciata da North Beach, Chinatown, South of Market e la baia. Il mio punto di riferimento per la Bay area era Columbus Avenue, dove si trovava il Purple Onion. L'avrei percorsa tutta fino alla 1st & Mission St, l'unico riferimento che mi aveva dato Mr. Pete sulla sua email.
Camminavo decisa, scoprendo però dalla mappa che 1st & Mission St era una delle vie più lunghe di San Francisco... Praticamente attraversava tutto il Financial District fino alla Baia e lui non mi aveva scritto nè un civico nè un qualsiasi riferimento. Sapevo solo che era un bar molto piccolo e che era non era facile vederlo. Sarebbe stato aperto dalle 9am alle 5 pm. Erano le 2 e mezzo faceva caldissimo e avevo due ore piene per trovarlo..
Pensavo dentro di me che in una zona così delimitata e piena di banche, non avrei certo faticato a trovare un bar. Le speranze si sono accese ancora di più quando ho iniziato a percorrere la 1st &Mission. Era sabato, le banche erano chiuse e la strada quasi deserta. Il caldo era soffocante e la prima ore è volata via senza un niente di fatto. Camminavo con passo svelto, la baia era ancora lontana e di piccoli bar nemmeno l'ombra. Ne avevo visto solo una per il momento, gestito da due ragazzi messicani e più che altro preparava burritos. Ho sperato molto in un altro che era chiuso, ma non era un little bar. Aveva una hall enorme e sembrava anche molto costoso, non poteva essere quello.
Innumerevoli bar e ristoranti dopo, ho avuto l'illuminazione.... Pete mi aveva scritto la sua mail alle 6 di sera circa, da un computer della biblioteca pubblica! Bingo! Probabilmente era appena uscito da lavoro e era andato nell'internet point della biblioteca. Tra pochi passi avrei trovato la sede della Golden Gate University, il bar sarebbe stato lì! ne ero certa, veramente certa!
Nella misera mezz'ora che mi rimaneva avevo individuato circa una quindicina di bar, quasi tutti chiusi. Era sabato, l 'università era chiusa e di conseguenza lo erano molti bar. Alle 5 e mezza stavo ancora vagando. Ne avevo individuati almeno due che corrispondevano alla descrizioni di Pete, piccoli e abbastanza nascosti. Ho guardato dentro in cerca di non so che cosa. Mi sono concentrata sugli unici tre aperti, ma senza successo. Hanno chiuso regolarmente alle 5 e nessun bel ragazzo inglese con i capelli indie e spettinati ero uscito dalla porta.

Alle sei di sera ormai ero distrutta, sudata e mi facevano male i piedi. Mi sono incamminata lentamente fino alla fine della maledetta via 1st & Mission trovandovi alle fine un grazioso parco proprio di fronte alla baia. Li mi sono accasciata, scolandomi prima un'intera bottiglia d'acqua.
Mi sentivo abbattuta, ma non mi sarei arresa mai. fissavo il cielo e la mia fantasia vagava. Pensavo a come avrei voluto che fosse stato il pomeriggio... dopo aver trovato il bar, lui mi avrebbe offerto un capuccino e mentre aspettavo la fine del suo turno seduta a un tavolino, lui mi guardava sorridendo. Poi mi avrebbe portato nel suo posto preferito di San Francisco, con una vista meravigliosa sulla baia e li avremmo bevuto Budwiser, fumato parlato e tante altre cose che non vi voglio raccontare...





Il Transamerica visto da Chinatown

Ripenso a me seduta di fronte alla baia. Sono passati anni e si, adesso mi sembra stupido andare in giro per una città che credi di conoscere, in cerca un bar di cui non sai neppure il nome, per fare una sorpresa a un ragazzo che hai appena conosciuto.
Dopo anni ho realizzato che forse non mi aveva dato troppe informazioni sul posto dove lavorava proprio perché NON VOLEVA improvvisate da un'italiana pazza...
Eppure in quei giorni, tutto mi sembrava giusto e lecito perché l 'amore non poteva aspettare.
 Adesso ho trent'anni e so che è importante aspettare il momento giusto e se le cose non succedono c'è un perché... ma questo, mentre camminavo imperterrita per il Financial District, ancora non lo sapevo.
In quei giorni a San Francisco, l'amore doveva essere subito. Ogni secondo che passavo ferma mi sembrava una perdita di tempo e io volevo quelle sensazioni.. Che sensazioni? Non lo sapevo esattamente, sapevo solo che sarebbero state belle, che mi avrebbero fatto sognare e le volevo più di ogni altra cosa al mondo.
Non potevo aspettare che il destino prendesse una decisione per me.

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